10 cose che (forse)non sapete sulla pallacanestro

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La pallacanestro o basketball (palla nel cesto) o semplicemente basket, è stata inventata a Springfield, negli Stati Uniti, da un professore canadese di nome James Naismith. Inventò questo gioco per rallegrare il freddo inverno dei suoi studenti. In principio Naismith usò come canestri delle vere e proprie ceste di vimini per le pesche attaccati in alto a dei pali e chiuse in modo che la palla potesse restare dentro se si faceva centro. La palla era di cuoio (era quella usata per il calcio) e non consentiva di palleggiare, tant’è che all’inizio i giocatori non palleggiavano e lanciavano il pallone da dove lo avevano preso, senza poter camminare. Quando la palla finiva nel cesto e vi restava, la si prendeva montando su una scala.

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Le prime partite di basket si giocavano tra due squadre di 9 giocatori l’una, non di 5 come sarebbe stato in seguito. La prima partita in assoluto, una sorta di esperimento, si disputò allo Springfield College, dove Naismith insegnava educazione fisica, il 21 dicembre 1891 e terminò con il risultato di 1-0. La prima partita ufficiale si disputò nella stessa scuola, il 15 gennaio 1892, fra una squadra di professori e una di studenti. Vinsero i professori per 5-1. Naismith rifiutò l’idea, lanciata dai suoi studenti, di chiamare questo sport Naismithball. Allora uno dei suoi studenti, di nome Frank Mahan, coniò il termine basketball: palla al cesto, ossia pallacanestro.

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Senda Berenson, una professoressa di educazione fisica di origine russa, organizzò la prima partita di pallacanestro tra donne allo Smith College di Northampton, in Massachussets, negli Stati Uniti. Essa fu disputata il 22 marzo 1893, vista solo da spettatrici. Pochi anni dopo scrisse anche un manuale di pallacanestro per donne, in cui modificava le regole di James Naismith adattandole alle donne. Ad esempio le giocatrici di una stessa squadra erano collocate in tre differenti zone del campo e non potevano spostarsi da lì. All’inizio si diffuse di più la pallacanestro giocata da donne rispetto a quella giocata da uomini.   

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L’uso del tabellone dietro al canestro, su cui poter lanciare la palla per segnare, fu introdotto nel 1894. Il canestro era una specie di cilindro metallico con una rete attaccata e chiusa per trattenere il pallone. La rete in fondo per passare il pallone fu tagliata soltanto nel 1912. Il campo, all’inizio, misurava 7 metri di larghezza per 14 di lunghezza, ossia esattamente la metà di quello attuale. Immaginate che confusione, all’inizio, far giocare ben 18 persone in uno spazio così ristretto. Solo con il passare degli anni i giocatori per squadra passarono da 9 a 7 e finalmente a 5, con il raddoppiamento del campo.

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Solo nel 1954 fu introdotta la regola dei 24 secondi di possesso massimo della palla da parte di una squadra per poter tirare. Nei primi tempi succedeva spesso che una squadra si passasse il pallone per minuti interi senza tirare. Il gioco, in tal modo, era noioso e gli addetti ai lavori se ne accorsero. Con la possibilità di tirare entro e non oltre i 24 secondi di possesso di palla, il gioco diventò veloce, dinamico, interessante e spettacolare. I canestri realizzati si moltiplicarono e i giocatori

diventarono molto più atletici.

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La prima squadra ufficiale della storia fu quella dei Buffalo Germans, fondata nel 1895, che vinse ben 111 partite consecutive. Nel 1904 parteciparono al torneo dimostrativo delle Olimpiadi di Saint Louis, ovviamente vincendolo. I Germans si sciolsero nel 1925, quando ormai la pallacanestro era conosciutissima in tutta l’America e nel mondo e nello stesso anno in cui prese il via il primo campionato professionistico organizzato dall’appena nata American Basketball League. In Italia si iniziò a giocare a pallacanestro soltanto nel 1917, dopo la prima guerra mondiale.

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La pallacanestro diventò sport ufficiale alle Olimpiadi di Berlino del 1936, anno in cui fu fondata la prima squadra ufficiale femminile di basket: l’All American Heads Team. E a premiare gli Stati Uniti, che vinsero la medaglia d’oro, fu proprio James Naismith, l’inventore di questo sport. In quegli anni le squadre di pallacanestro negli Stati Uniti erano molte centinaia. Risale al 1918 la fondazione degli Original Celtics di Boston, che sarebbero poi diventati la squadra più titolata del basket americano fino ai giorni nostri. Nel 1922 furono fondati i New York Renaissance, che in seguito cambiarono nome in New York Knicks e che esistono tutt’oggi. Nel 1927 nacquero gli Harlem Globetrotters, squadra di funamboli e giocolieri che continuano anche oggi a strabiliare e far divertire gli appassionati di tutto il mondo.

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In Italia la pallacanestro si diffuse solo all’inizio degli anni ’30 del ‘900 con il nome di “palla al cesto”. A portare questo sport in Italia furono Ida Nomi, Guido Graziani e Manlio Pastorini. Ida Nomi era un’insegnante di Siena che tradusse all’italiano il manuale di Naismith e nel 1907 presentò questo sport, con il nome di “palla al cerchio”, al Concorso ginnico di Venezia. Guido Graziani si era laureato in educazione fisica proprio allo Springfield College di Naismith. Tradusse le regole del gioco per le forze armate italiane e nel 1918 fondò l’Ymca di Roma. Fu lui che fece disputare la prima vera partita di pallacanestro in Italia: quella fra la Seconda Compagnia Automobilisti di Monza e gli Aviatori della Malpensa (terminata 11-11) giocata a Milano l’8 giugno 1919. Pastorini, campione olimpico di ginnastica, fece allestire un campo da gioco a Firenze e fu tra i promotori del primo campionato italiano maschile di pallacanestro nel 1920, organizzato infatti dalla Federginnastica. Il 2 novembre 1921 fu fondata la Federazione italiana pallacanestro.

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La prima trasmissione televisiva di una partita di pallacanestro avvenne nel 1940, mentre al 1950 risalgono i primi campionati del mondo maschili (nel 1953 si disputarono i primi mondiali femminili). Nel 1946 fu fondata la National Basketball Association, conosciuta mondialmente, anche da voi, come NBA. I tre continenti in cui la pallacanestro si diffuse più tardivamente sono stati l’Asia, l’Oceania e l’Africa, che ebbero una loro federazione solo negli anni ’60.

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Nel 1962 l’americano Wilt Chamberlain, alto 2 metri e 16 centimetri, riuscì con la maglia dei Philadelphia 76ers a segnare ben 100 punti. Il record è tutt’oggi ineguagliato, almeno nell’Nba, ossia nel campionato professionistico americano. Negli Stati Uniti, l’unico che si è avvicinato a tale primato è Kobe Bryant, che con la maglia dei Los Angeles Lakers ha messo a segno 81 punti. Il

record in Italia è detenuto da Carlton Myers, che con la casacca della Scavolini Pesaro ha segnato 87 punti in una partita. In altri Paesi esistono record ancora più strabilianti, ma non molto considerati per il basso livello della competizione. L’unico record superiore a questi e degno di nota lo ha firmato Drazen Petrovic, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, che con la maglia del Cibona Zagabria ha segnato 112 punti in una sola partita.      

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