Lo spazzolino da denti

Siete fortunati! Prima si usavano aculei di porcospino e ramoscelli…

Che pizza lavarsi i denti tre volte al giorno!, dirà qualcuno di voi. Ma dovreste essere contenti di lavarveli con lo spazzolino (elettrico o manuale che sia) e il dentifricio, perché prima non credo fosse esattamente una passeggiata. Sapete come ci si lavavano i denti – ehm, per modo di dire – circa 5.000 anni fa? Altro che spazzolino! Le persone usavano gli aculei dei porcospini, o i ramoscelli d’albero, le ossa degli animali o anche le piume degli uccelli! Blah, che schifezza! Eh sì, in effetti non era una gran pulizia… Vi immaginate dire a papà o a mamma, la mattina dopo la colazione, che vi andate a pulire i denti con il ramoscello o con la piuma di un piccione?! Ci è andata bene, datemi retta… In India per l’igiene orale erano utilizzati i rametti di una pianta che si chiama Azadirachta indica e dell’albero di banana: le persone ne masticavano le punte a tal punto da farle diventare morbide e poterle usare per pulirsi i denti. Nei Paesi musulmani, anticamente, si usavano i ramoscelli di Salvadora persica, che venivano sfregati sui denti con del gesso o del bicarbonato di sodio. Ancora prima si usavano pannocchie di mais e sale. Nel 1200, in Giappone, i monaci Zen usavano degli spazzolini rudimentali con dei peli di cavallo attaccati a ossa di bue.

Il primo vero spazzolino da denti

Dobbiamo il primo spazzolino da denti ad un carcerato. Come?! Eh sì, proprio così. Sapete, a volte un carcerato, al fresco, non ha molto da fare se non pensare. Quindi accade talvolta che dietro le sbarre nascano cose importanti. Il carcerato in questione era l’inglese William Addis, e non era un assassino, né un ladro o cose di questo tipo. Diciamo che per i gusti della polizia dell’epoca era un po’ troppo ribelle e focoso: aveva infatti fomentato, a quanto pare, una rivolta popolare. Lo creò usando un osso di animale con delle setole, e la produzione di questo primo spazzolino da denti iniziò nel 1780. Addis uscì presto dal carcere e diventò ricco, anche se non brevettò mai la sua scoperta. Il primo brevetto risale al 1857 e fu dello statunitense H.N.Wadsworth, che perfezionò l’invenzione di Addis. La produzione di massa dello spazzolino da denti iniziò nel 1885 negli Stati Uniti. I primi spazzolini avevano un manico in osso con dei fori in cui erano inseriti peli di cinghiale siberiano che servivano da setole. Ma i peli di tale cinghiale trattenevano quantità indicibili di batteri e si rovinavano rapidamente. Solo poco prima della seconda guerra mondiale i peli di animali furono sostituiti da fibre sintetiche (soprattutto di nylon), e l’uso di tale spazzolino prese piede solo all’inizio degli anni ’50. Nel 1959 fu prodotto il primo spazzolino elettrico dall’azienda americana Broxo e da E.R.Squibb, che lo commercializzò sotto il marchio “Squibb”, ancora molto in voga specie nell’ambito delle schiume da barba.

E il dentifricio?

Ma per la pulizia dei denti, come spero sappiate, non basta solo lo spazzolino. E’ necessario il dentifricio. Gli antichi Egizi usavano i fiori di iris, mentre i Greci e i Romani usavano ossa frantumate e gusci di ostriche. Una goduria… Il primo ad inventare una specie di dentifricio fu il musicista persiano Ziryab nel IX° secolo, ma non si sa quali ingredienti egli abbia usato. Solo nel 1800, in Inghilterra, si iniziarono ad usare le cosiddette “polveri per denti”, fatte con gesso, mattoni polverizzati (!), sale e carbone polverizzato (!). Solo nel 1892 lo statunitense Washington Sheffield inventò un dentifricio contenuto in un tubo pieghevole, più o meno come quelli che si usano oggi. Nel 1914 ai dentifrici fu aggiunto il fluoro, e nel 1950 furono sviluppati i dentifrici al fluoruro, commercializzati poi nel 1955. Il dentifricio che usiamo oggi è costituito al 75% da acqua, anti-carie come il fluoruro, agenti antibatterici e abrasivi, sbiancanti, umettanti, lucidanti, anti-tartaro, aromi eccetera.

Fonti:

S.G.Condò, R.Condò, L.Cerroni, “Storia dell’igiene orale e dei rimedi antalgici dalle origini al XIX secolo”, Martina editore, 2010 D.Lippi, “Storia della medicina”, Clueb, 2002 

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