L’occhio del basilisco

“Basilischio si è una generazione di serpenti e sì pieno de veleno, che ne riluce tutto di fuori, ezziandio non che solo il veleno, ma il puzzo avvelena da presso e da lungi, perché egli corrumpe l’aria e guasta gli arbori, e ‘l suo vedere uccide gli uccelli per l’aria volando, e col suo vedere attosca l’uomo quando lo vede: tutto che gli uomini anziani dicono che non nuoce a chi lo vede in prima. E la sua grandezza, e’ suoi piedi, e le tacche bianche sul dosso, e la cresta sono proprie come di gallo, e va la metà diretto sopra terra, e l’altra metà va per terra come gli altri serpenti. E con tutto ch’egli sia così fiero, si lo uccide la bellula. E sappiate che quando Alessandro li trovò, egli fece fare ampolle di vetro colato dove gli uomini entravano si che vedeano gli uomini i serpenti, ma li serpenti non vedeano gli uomini e così gli uccideano con saette, e per cotale ingegno ne fu deliberata l’oste; e questa è qualità del basilischio.”

Brunetto Latini [1220- 1294 o 1295], Il tesoro V, 3

Statua del Basilisco a Rijeka, Croazia

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