Odio la critica. Verona: il caso di Roberto Saviano.

In evidenza, Os retirantes [1944], dipinto di Candido Portinari

Sono stato tentato di iniziare questo pezzo dicendo “Questa è l’Italia di oggi” e blablabla. Ma non lo faccio perché, semplicemente, l’Italia è questa da molti oggi.

Roberto Saviano non è più cittadino onorario di Verona. Lo ha deciso il consiglio comunale, a maggioranza di centrodestra. Perché? Perché ha criticato duramente e in più occasioni Salvini e la Meloni.

Da un anno era stata proposta dal consigliere comunale leghista Alberto Zegler la revoca della cittadinanza onoraria di Saviano per essere stato critico nei confronti degli esponenti politici di destra o sull’argomento riguardante la liberalizzazione delle droghe leggere. In fondo, chi non è in linea con l’ideologia leghista non può essere un cittadino veronese.

Ma perché nel 2008 è stata conferita tale onorificenza a Roberto Saviano? Per la sua lotta alla criminalità, per la sua denuncia sociale e politica anche in questioni di immigrazione, per tutta la sua critica. Lo scrittore in questione ha la virtù di colpire il lato umano e logico. L’ho sempre trovato antipatico nel suo modo di dire le cose, nei suoi toni; ma gli riconosco grande passione, un intelletto fedele a se stesso, una Giustizia concreta. La sua ricerca di storie dimenticate e sempre attuali, il coraggio costante, la coerenza eroica, sono le caratteristiche di un vero cittadino; di un cittadino che si indigna.

Un solo contrario, 7 astenuti e 20 voti a favore della revoca. Il sindaco non era presente, forse ad occuparsi della classifica che pone Verona all’ottavo posto tra i Comuni più colpiti dalla pandemia Covid.

Ma adesso quel solo contrario verrà ostracizzato dalla mafia del potere? Do ut des. Con me o contro di me.

Me lo chiedo perché, se è ammissibile dare una onorificenza per un valore riconosciuto, poi essa venga tolta (dagli stessi firmatari che propongono la revoca, vedi Zegler) perché si è stati critici o addirittura offensivi verso parole comportamenti inumani ed ignoranti.

Ecco, io mi offendo se un mio pari mi manca di rispetto, se le persone che amo mentono, se mi sento tradito con comportamenti incoerenti. Nel caso in cui mi vengano mosse critiche da coloro che non la pensano come me, ma che stimo, esse costituiranno forte motivo di riflessione personale, fosse anche un bambino con spirito d’osservazione a muoverle.

Tornando al teatrino dei burattini di questi giorni, di questo oggi, ci soffermiamo a discutere se un guerriero come Saviano avesse dovuto muovere la scorta per andare a Verona a fare sorrisi e strette di mano. Pena un irrisorio dispetto mediatico (Zegler ha postato subito sui social network il risultato della votazione in consiglio comunale), una sorta di conquista di un bullo che non sa più con chi prendersela, dato che gli immigrati circolano ancora per le strade, gli omosessuali stanno acquisendo maggiore libertà, ci sono ancora (poche) persone fuori dal gregge: un gregge guidato solitamente da cani idrofobi, senza sete di conoscenza né di gentilezza. Abbaiare per affermare la propria pochezza. Il problema non sono i Salvini che “parlano”, ma coloro che, dietro a questi personaggi, si nascondono ad inveire e a sfogare la propria frustrazione: quelli che per un parcheggio in doppia fila scatenano una megarissa ad Ercolano; quelli che, di fronte ad una donna che si dà fuoco in un campo o ad un anziano che muore in un supermercato, tirano fuori il cellulare per filmare l’evento e non per chiamare i soccorsi.

Abbiamo bisogno dei Roberto Saviano, degli Erri De Luca, degli Antonio Albanese, dei Fabrizio De André che, ognuno col suo talento, non ci nascondono le catene, ma ci offrono la libertà di non farsele mettere attraverso logica, movimento del pensiero, ironia, fantasia e decisione.

Non fermiamoci ad incolpare gli esponenti politici e le persone più note. Il male è tra noi, è dentro di noi, per farlo fuori occorre rinunciare ad una parte di noi stessi… Vi lascio con una canzone del lontano ’97 di un Jovanotti critico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: