Ci manca Piazza Bovio. Ci manca Piombino.

Ci manca Piazza Bovio. Ci manca Piombino. Quella che fino a poco tempo fa veniva ingiustamente considerata “la città dell’acciaio” per le sue acciaierie (fra i maggiori stabilimenti siderurgici d’Italia). Ingiustamente, perché Piombino è una delle piccole città (conta circa 35mila abitanti) più sottovalutate d’Italia. E’ densa, ricca di storia e di bellezza. Il castello, le antiche chiese e le viuzze strette, il torrione, il palazzo comunale, il centro storico tutto, il porticciolo ottocentesco. E, nei dintorni e sotto il proprio Comune, le bellezze ineguagliabili di Baratti, Populonia, Calamoresca.

Ma c’è un luogo che va al di là di ogni fantasia.

Si chiama Piazza Bovio. E’ una delle più belle piazze d’Italia. Ed è la più grande piazza sul mare di tutta Europa.

Da lì vedevamo tutto l’arcipelago toscano e persino la Corsica. L’isola d’Elba, se allungavamo una mano, ci sembrava nostra. Così Palmaiola, Cerboli, Capraia. Ci manca passeggiare sulla Rosa dei venti disegnata sulla piazza, l’affacciarsi dalle balaustre per vedere gli scogli incredibili che ne segnano il perimetro e la base. Decine e decine di panchine dove “è proibito non baciarsi”, come recita pressappoco un cartello nella piazza. Decine e decine di panchine e altrettanti innamorati, o amanti clandestini, o passioni fuggenti. E sotto ruggiscono le onde, che ci portano con lo sguardo giù, ai localini da lupi di mare malinconici, burberi e fieri, di quella gente un po’ mia, verso il porticciolo di barchette e pescatori che ricuciono le loro reti e partono ogni mattina.

Ci manca Piombino. Ci manca Piazza Bovio, ormai da un po’. Le nostre fotografie mentre il vento ci portava via e gli schizzi delle onde, schiantandosi sugli scogli, ci raggiungevano.

Chi vorrebbe le Maldive, o le Bahamas, o chissà quale altra meta.

Noi, appena il Covid passerà, e anche prima se ci faranno muovere un po’ più liberamente seguendo tutte le prescrizioni (ma li capisco, al Governo: se dai una mano agli italiani, questi si prendono tutto il braccio ed è un dramma), vorremmo Piazza Bovio, vorremmo Piombino.

Anche soltanto qualche minuto. Perché ci manca come la sua acqua.

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