San Valentino è un Carnevale

14 Febbraio. Anche quest’anno UN giorno è dedicato agli innamorati come se gli altri 364 giorni dimenticassimo di esserlo.

La ricorrenza di San Valentino ha sostituito una festa pagana ben più profonda e radicata, così come il Natale ha preso data col solstizio d’Inverno; la Pasqua era la resurrezione della Natura durante l’equinozio di Primavera; il Ferragosto in cui si celebra l’Assunzione della Madonna, erano in realtà le Feriae Augusti, istituite dall’imperatore Augusto per far riposare i contadini al termine del lavoro di raccolta nei campi; la festa di Ognissanti prende il posto del Capodanno celtico, giorno d’inizio inverno in contemplazione del mondo sotterraneo delle anime e che sta, insieme alle sementi, al di sotto della terra che coltiviamo.

Molte altre tradizioni pagane sono state accorpate e sostituite dalla Chiesa cristiana affinché il popolo trasmigrasse alla religione cattolica: San Valentino è una di queste.

Durante le idi di febbraio nell’Antica Roma si aprivano i Lupercalia, festeggiamenti dedicati al dio Lupercus, simile alla figura mitologica del Fauno, protettore dell’agricoltura, della pastorizia e di conseguenza della sessualità e della fertilità. I sacedorti Luperci si riunivano in una grotta dove si credeva fossero nati Romolo e Remo ed effettuavano sacrifici di sangue animale, con esso le donne in processione venivano letteralmente colpite per purificazione e concepimento al contempo.

Niente di romantico, almeno come lo si vorrebbe concepire oggi.

La Chiesa di Roma non potendo accettare tali pratiche, le trasformò grazie al martire Valentino. Fu Papa Gelasio I, nel 496 d.C., a fissare la data del 14 Febbraio con la celebrazione del santo. La leggenda che più ci convince narra di Valentino, sacerdote cristiano combattente che, nel III secolo, per primo celebrò il matrimonio tra un legionario romano ed una donna pagana. Ecco il connubio tra sacro e profano che si è costituito nelle tradizioni.

Bisognerà comunque attendere un millennio perché venga attribuito al giorno di San Valentino il concetto d’amore.

Ciò che accomuna le storie che andremo a citare ci riporta al 14 febbraio, data per la quale, in Francia come in Inghilterra, si credeva iniziasse l’accoppiamento degli uccelli. Sarà una casualità che Geoffrey Chaucer (1343-1400) cita questa festività a proposito del fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia, nel suo poema “Parlamento degli uccelli”?

Una poesia del 1415 scritta da Carlo Duca d’Orleans, imprigionato nella Torre di Londra, dedicata alla moglie Valentine cita l’Amleto di Shakespeare e dette inizio ai bigliettini, scambi di messaggi d’amore.

Ofelia recita:

“Domani è san Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina”.

Spostandoci in Francia, alcuni riferimenti storici, costituiscono il 14 febbraio 1400, la fondazione dell’ “Alto Tribunale dell’Amore”. I giudici, che si trovavano a contenere le dispute matrimoniali (spaziando dai tradimenti alle violenze sulle donne), venivano scelti per la loro conoscenza poetica della Letteratura dell’amor cortese.

In 600 anni gli eventi non son cambiati, si ripetono, forse con meno poesia e senso di Giustizia.

I bigliettini d’auguri prodotti in scala industriale nascono invece a fine ‘800, ideati da una donna d’affari, Esther Howland. Evidentemente non sapeva più che aspettarsi dalla mancanza di fantasia e originalità del genere umano e ha pensato bene di crearne un business. Fu pioniera, sì, ma oggi il commercio dell’amore è decisamente più vasto: i bigliettini son diventati regali, gioielli, completini intimi, miliardi spesi dal fiorista – dice il telegiornale – , cene al ristorante (Covid-19 permettendo) o prodotti dedicati al supermercato.

Ma veramente abbiamo bisogno di spendere soldi per dimostrare i sentimenti? Più grande è il diamante più amore prova lui per me? Se tutto è fermo, conti ed economia compresi, finisce il benessere e che si fa? Finiti soldi, finito amore?

Le separazioni legali non sono state mai numerose come nel 2020, le violenze domestiche si sono manifestate vivide e livide, insieme al resto dello schifo.

È cominciato il Carnevale, il ribaltamento sociale di altre epoche è il nostro quotidiano.

Toglietevi la maschera gente, le rose si lasciano rubare dai giardini quando tornate dal panificio, in qualsiasi giorno dell’anno!

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