IL MISTERO DEL “SALVATOR MUNDI”

Forse alcuni di voi avranno sentito parlare del Salvator Mundi. E per una ragione particolare e per certi versi incredibile. Ma che cos’è il Salvator Mundi? E perché è così famoso?

Il quadro più costoso del mondo

Il Salvator Mundi è un quadro della fine del ‘400 (o dei primi anni del ‘500) che ritrae Gesù Cristo. E’ un dipinto ad olio su tavola di 66 centimetri per 46. Un quadro come molti altri con lo stesso soggetto, direte voi. Non proprio, perché è il quadro più costoso del mondo. La tela fu venduta all’asta prima per 45 sterline, ossia per qualche decina di euro; poi, nel 2005, per diecimila euro. Viene rivenduto a 80 milioni di euro e rivenduto ancora per 127 milioni nel 2011 ad un magnate russo. Nel 2017 è stato venduto dalla casa d’aste Christie’s di New York per la cifra di ben 450 milioni di dollari, ossia 380 milioni di euro! Ma perché vale così tanto?

Il misterioso dipinto è attribuito a Leonardo da Vinci

Molte volte, quando si ha a che fare con le opere d’arte, specie se vecchie di secoli (ma succede anche con quelle più recenti…), gli storici dell’arte, gli esperti e i critici si azzuffano per stabilire la paternità dell’opera in questione. Qualcuno dice che l’ha realizzata Tizio, qualcun altro Caio e altri ancora Sempronio. Ed è davvero difficile mettere tutti d’accordo, anche se in qualche occasione succede. Nel caso del Salvator Mundi, alcuni hanno detto che il quadro è opera di Leonardo da Vinci! Alcuni esperti del genio di Vinci, tuttavia, hanno detto che la mano non è quella di Leonardo, ma forse di un suo allievo. Altri ancora hanno ventilato l’ipotesi che il quadro sia opera di un falsario. Secondo gli esperti e i ricercatori del Museo del Louvre di Parigi, l’opera è di Leonardo da Vinci. Ma il Museo francese non l’ha mai esposto. E sapete perché?

Era stato venduto per … 45 sterline!

Il Louvre non l’ha mai esposto soprattutto perché non si sa neanche dove sia l’opera in questo momento. Alcuni grandi esperti lo attribuirono a Leonardo. A quanto pare, il dipinto fu commissionato al genio toscano dal re Luigi XII di Francia. In seguito, finì nelle mani di molti altri, tra cui i re d’Inghilterra Carlo I e Carlo II, e restò a Londra per circa 400 anni. Fino a non molti anni fa, era attribuito a Giovanni Boltraffio, allievo di Leonardo. Nel 2012 fu esposto alla National Gallery di Londra come opera di Leonardo da Vinci. Nel 2017 fu venduto da Christie’s per 450 milioni di dollari. Lo acquistò il principe saudita Mohammed bin Salman. Ma, poco dopo, sorsero altri dubbi sul vero autore del quadro…

Il Louvre non lo espone, e adesso non si sa dove sia…

Alcuni importanti studiosi misero fortemente in dubbio l’attribuzione dell’opera a Leonardo da Vinci. Fra questi, vi furono anche coloro che scartarono totalmente la paternità di Leonardo dopo attenti studi del quadro. Altri dissero che l’opera era da attribuire a qualche suo allievo e che, al massimo, il genio toscano aveva dato solo qualche pennellata. In quel periodo, il Museo del Louvre stava allestendo una grande mostra su Leonardo da Vinci. Il principe saudita che aveva acquistato il Salvator Mundi per tantissimi soldi, disse al Louvre di esporre il quadro accanto alla celebre Gioconda, in modo che il Museo stesso chiudesse la questione sulla paternità del Salvator Mundi e che tutti si convincessero che l’opera che aveva comprato era senza dubbio di Leonardo. Al principe non andavano giù le opinioni di molti studiosi, e visto che non aveva speso proprio due euro per l’acquisto del quadro, ebbe una reazione bizzosa e volle convincere il Louvre con tutti i mezzi possibili. In realtà, nonostante il Louvre affermi che il quadro è di Leonardo, i responsabili del Museo non sembrano esser stati convintissimi. Il Salvator Mundi non fu esposto, ufficialmente perché, visto che le misure di sicurezza erano già tante per la Gioconda, era impossibile posizionare un’altra opera accanto ad essa. E il quadro avrebbe creato problemi di ordine pubblico per le troppe persone. Le trattative per il prestito del quadro al Museo andarono avanti, ma non fu trovato un accordo. Anche perché Macron, il presidente francese, non accettò di farlo esporre con “l’attribuzione certa” a Leonardo da Vinci.

Dove sia adesso il Salvator Mundi, non si sa. C’è chi ipotizza che si trovi appeso all’interno di uno degli yacht del principe saudita o che sia in una cassaforte di sicurezza nel caveau di una banca…

Un altro mistero: rubato e poi ritrovato a Napoli un altro Salvator Mundi

Il 18 gennaio scorso, ossia poco più di tre mesi fa, arriva un colpo di scena: in un appartamento nella provincia di Napoli viene ritrovato un altro Salvator Mundi dipinto nello stesso periodo, rubato poco tempo prima all’interno del Museo Doma della Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli. Il dipinto, a quanto pare, è della scuola leonardiana, probabilmente di Girolamo Alibrandi e risale agli anni tra il 1508 e il 1513. Una corrente, quella dei ritratti di Gesù Cristo, che ha avuto nel pittore Antonello da Messina il suo precursore più importante. Il quadro fu portato a Napoli da Giovanni Antonio Muscettola, un ricco partenopeo che con esso voleva decorare la cappella di famiglia. Di quadri come questo – e come quello attribuito a Leonardo – ce ne sarebbero diversi in giro per il mondo. C’è chi afferma che tutti siano opera di allievi di Leonardo. E che forse solo uno – o nessuno – sia opera del genio. Quale? I dubbi non finiscono.

FONTI:

L’affaire Salvator Mundi – Il Post

Salvator Mundi, il restauro divide i critici – Corriere.it

Il Salvator Mundi, un Leonardo a metà? Nuove ipotesi su un dipinto da Guinness – Mondo – Arte.it

La storia del “Salvator Mundi” nel libro di Pierluigi Panza | Artribune

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